02/12 – Ogni momento

ogni momento

Tra i cani zoppi ti… confondi e splendi

nei cartoni che son case per chi non le ha

ti ho visto… che splendi… di chiamarti io non smetterò

I.N.R.I.- Lucio Dalla

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Lc 21,34-36

Signore con quale amore, cura, attenzione ci metti in guardia dal perdere la misura!

Certamente la nostra vita spesso è piena di affanni e preoccupazioni, tensioni che non sempre sappiamo affrontare, situazioni il cui peso sembra doverci spezzare.

Molte volte ci scopriamo piccoli e fragili dinanzi alla nostra vita, dinanzi agli altri, dinanzi a noi stessi e così iniziamo a strafare, a disperdere beni ed energie per accaparrarci una soluzione, una giustificazione; oppure, arresi, cominciamo a rifugiarci in vacuità per non affrontare, per dimenticare, per fuggire.

Oggi, Gesù, dicendoci vegliate e pregate, ci consegni i tuoi strumenti per andare incontro a tutto ciò che avviene, senza paura e con gran forza, guardando a te e alla tua vita, alla tua morte e resurrezione.

La novità che ci consegni è lo spirito di vivere a pieno il presente con la leggerezza non superficiale di coglierne i frutti, facendo attenzione alle spine.

Il tuo amore per noi ci dà la giusta misura per gustare in profondità la vita.

 

  • Quali frutti mi sono offerti e non raccolgo per paura di soffrire?
  • Dove fuggo e in cosa mi rifugio per non affrontare il mio presente?
  • Quale situazione posso vivere diversamente oggi, alla luce di quello che il Signore mi ha detto?

 

Rete Loyola

22/11 – Guardami quando ti parlo!

tocco

Cry me a river.

                          Arthur Hamilton

 

In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

Lc 19, 41-44

 

Gesù ferma i suoi passi alla vista di una Gerusalemme chiusa, ostile, che non ha riconosciuto la sua chiamata ad essere luogo di pace e vita e perciò destinata a cadere pietra dopo pietra. Gesù la vede e, come si fa con chi si è amato un tempo e per caso si rivede tra la folla, la abbraccia con sguardo pregno d’amore e le parla, mentre piange per il suo destino. Non c’è rabbia in quelle lacrime, solo amore infinito, eternamente donato e gratuito.

Gerusalemme siamo tutti noi ogni volta che voltiamo le spalle a chi siamo, a ciò cui il Signore ci chiama, perché non lo riconosciamo – e allora il vuoto, la sterilità, il disordine ci riempiono. Siamo noi tutte le volte che ci chiudiamo a quell’amore che crediamo di dover meritare – quando invece c’è solo da accogliere. Siamo noi ogni volta che per paura non ci facciamo abbracciare dal Signore, non gli permettiamo di toccarci.

Noi, piccole Gerusalemme, abbiamo e avremo sempre due occhi che piangono amore per noi su di noi. Apriamo le porte, dunque, lasciamo entrare il Signore, lasciamo che Gesù col suo sguardo di amore ci abiti e ci faccia sua Gerusalemme: luogo dell’infinito amore di Dio che, tramite il figlio, si dona per noi.

 

  • Sto vivendo delle situazioni in cui non riconosco la presenza del Signore?
  • Cosa sto cercando di meritare, invece di accogliere?
  • In quale ambito della mia vita vorrei sentirmi abbracciato dal Signore?
Rete Loyola SJ

12/10 #PRESENZA di #DIO

PRESENZA di DIO: riconoscere le sue traccie nelle 24 ore …

Non disperarti, pensando di non poter cambiare te stesso dopo tanti anni.

Entra semplicemente come sei alla presenza di Gesù. Tu non puoi renderti diverso.

Gesù viene a darti un cuore nuovo, uno spirito nuovo, una nuova mente e un nuovo corpo.

Lasciati trasformare dal suo Amore solo così sarai capace di ricevere il suo affetto nell’interezza del tuo essere. H. Nouwen

Lc 11, 29-32

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Siamo alla continua ricerca di segni della presenza di Dio, di conferme, di miracoli!

Ma abbiamo già tutto: l’immagine di Dio per eccellenza, cioè Gesù; il miracolo più incredibile, cioè il Signore che si presenta in mezzo a noi in un pane spezzato!

Quindi è Dio che rimane in silenzio o siamo noi che non ascoltiamo, che percepiamo da lontano ma che non ci coinvolgiamo in tutto quello che già il Signore ci ha regalato e ci regala ogni giorno.

Il Signore è presente nella nostra vita come colui che ama: compagno di viaggio che indica ma non stabilisce la tua strada … possiamo scegliere di seguire la sua direzione…