21/2 – Solo Dios basta

21-2.jpg

La croce deve apparirci in tutta la sua verità. Essa congiunge la terra al cielo, tende le braccia in tutte le direzioni, è il segno misterioso dell’umanità universale, il telaio sul quale viene tessuta la nostra vita.

Romano Battaglia

 

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.  Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Lc 11,29-32

 

Nell’amore abbiamo Dio sotto i nostri occhi ogni giorno della nostra vita. Come possiamo non vederlo? Questo Gesù che cammina sulle nostre strade conduca al Signore i nostri passi. Camminando sempre col vangelo non dimentichiamo mai che la mano tesa del nostro fratello è la mano di Gesù stesso, che dona e riceve, vero uomo com’è. Nella sua parola c’è l’amore che salva.

Senza cercare rivelazioni straordinarie, guardiamo alla nostra quotidianità con gli occhi misericordiosi di un Dio che per amore sceglie di morire in croce per noi, finalmente vedremo “a faccia a faccia” la verità dell’amore che ci libera da ogni male.

Nessun segno che non sia questa croce d’amore che tutto abbraccia e tutto salva.

 

 

  • Quand’è stata l’ultima volta che, nella piccolezza di un evento quotidiano, ho visto la mano del Signore?

 

  • Cosa mi impedisce di abbandonarmi all’amore di Dio?

 

  • Che spazio ha la Parola nelle mie giornate?

 

 

Rete Loyola

12/2 – Nel segno del suo amore

1_pane_spezzato

Dammi solo il tuo amore e la tua grazia, questo mi basta.

Ignazio di Loyola


In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: “Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno”. Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.

Mc 8,11-13

Non serve che il Signore ci dia altri segni, perché abbiamo ricevuto il massimo dei segni, Gesù: un Dio che cammina sulle nostre strade, che prova le nostre emozioni, che soffre con i nostri dolori. Facciamo tesoro di questo dono.
Dopo il dono di Gesù, Dio non ha più nulla da dire e da dare: nel suo pane ci ha dato se stesso, ci ha dato tutto, solo questo basta. Questo è il suo ultimo gesto, che ci schiude tutto il suo mistero d’amore. Qualunque altro segno significava questo, e ha in esso il suo significato pieno. Non può darcene altri, perché nel significato cessa ogni segno.

 

 

  • Quando ho riconosciuto in piena autenticità Gesù come segno di Dio?

 

  • Quando è stata l’ultima volta che ho sentito Gesù camminare sulle mie strade?

 

  • In che ambito mi capita di lasciare che le mie richieste soffochino l’unico vero dono di Dio?

 

p. Loris Piorar SJ

22/1 – Dio è per noi o contro di noi?

www.lorenzomattei.com

We can’t go on together with suspicious minds
and we can’t build our dreams on suspicious minds.

Mark James, Elvis Presley – Suspicious Minds

 

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

Mc 3,22-30

 

Che tipo di forza agisce in Gesù? Da dove gli viene il potere di scacciare il male dalle persone? Le sue intenzioni sono buone o sono malvagie? Ci sono dei “mali” che si annidano dentro di noi, sono dei mali forti, che prendono possesso della nostra casa e se ne vanno con fatica. Solo con la forza che ci dona il Signore della Vita possiamo liberarcene, solo il Creatore può darci vita lì dove noi ci sentiamo morti, dove ci sentiamo non amabili, sporchi, inetti e disprezzabili.

Ma che succede se il sospetto insinua dentro di me che anche il mio Amante-Salvatore in realtà non sta dalla mia parte ma ha secondi fini? Che voglia imbrogliarmi, che faccia sotto sotto il gioco del mio nemico? Questa è precisamente l’opera del tentatore fin dalle origini: ricordate il sospetto di Adamo ed Eva? Instillare nel cuore il sospetto che il Figlio dell’uomo non sia per noi, ma contro di noi: allora è veramente finita! Non c’è più nessuno che ci può aiutare. Siamo perdutamente soli, abbandonati, reietti, quindi siamo perdutamente dis-umani. Quindi il male non può che dilagare incontrastato ovunque (e questo è precisamente il piano di Beelzebùl) e dispiegarsi come forza distruttiva di tutto.

Ecco perché questo peccato non può essere perdonato, perché è il peccato “radicale” quello che mette in discussione tutta la missione di Gesù, mette in discussione la nostra capacità umana di riconoscere e di fidarci dell’amore (che ci fa del bene) e nello stesso tempo tutta la bontà della Creazione.

 

 

  • Che posto ha il “sospetto” nel mio modo di guardare le cose, le persone le situazioni? Sono più propenso a fidarmi o passo tutto al vaglio della mia sfiducia e della mia critica?
  • Mi fido di Gesù? Innanzitutto che ci sia, che sia Risorto e vivo? Che sia venuto per me, per prendersi cura di me e delle mie parti tenebrose, delle mie inconsistenze, delle mie “indecisioni croniche”?
  • Tra tutti i doni e le capacità che mi ritrovo, cosa sono disposto/a a mettere a disposizione degli altri con fiducia, senza sospetti e/o cinismi, per lasciare un piccolo (o forse grande) segno d’amore?

 

 

p. Andrea Piccolo SJ

16/12 – Dimmi quando, quando, quando?!

In this photo taken on Sunday, Oct. 25, 2015, a road sign pierced by shrapnel stands at a new terminal of Donetsk Airport destroyed by shelling, in Donetsk, eastern Ukraine. The fighting has subsided, but Donetsk is quickly sinking into the past, a shabby Soviet-like state of empty streets and deprivation. Huge portraits of Josef Stalin hanging in the city center only reinforce the impression of failure. (AP Photo/Max Black)

Amici, sono anch’io
cursore e complice di Dio.

Vincenzo Cardarelli

Nel discendere dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose:

«Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».

Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista.

Mt 17,10-13

Gli scribi desiderano l’avvento del Messia e, con lui, di un’era di giustizia e di pace, ma lo ritengono impossibile per l’oggi. Prima deve succedere qualcos’altro, prima deve venire Elia. Attendono un segno inequivocabile che quest’era stia per iniziare. In fondo, ci credono poco.

Giovanni il Battista desidera l’avvento del Messia e lo prepara con tutte le proprie forze. Tra l’atteggiamento degli uni e la vita dell’altro, la domanda dei discepoli.

Interroga anche tu Gesù: ti porterà a riconoscere le tue false sicurezze, le obiezioni troppo comode, la pretesa che si realizzi qualcosa di straordinario prima di metterci del tuo. Gesù ti insegna a riconoscere quanti si giocano la vita per lui, perché tu possa fare altrettanto.

Sentirai la paura che qualcosa di grande possa nascere davvero, troverai opposizione perché anche ad altri fa paura, ma nella paura e nell’opposizione avrai il segno più sicuro di essere sulla buona strada.

 

  • Qual è oggi la mia domanda per il Signore?
  • In che circostanze la paura e l’opposizione sono state segni della bontà della strada?
  • Chi è Elia, per me? Cosa sto aspettando che accada, per partire?

 

p. Stefano Corticelli SJ