7/12 – Uno scoglio può arginare il mare

casa sulla sabbia

Se ti fermi a pensarlo, l’amore muore. L’amore va agito.

p. N. Sunda SJ

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Mt 7,21.24-27

 

Come figli amati, siamo invitati a costruire le nostre vite su una pietra salda e ferma che ci dona quotidianamente il vigore di sostenere gli urti delle forze esterne: la certezza dell’amore del Padre per noi che è tangibile, agito e non fatto di grandi parole che si disperdono nell’aria.

Gesù ci ricorda che se faremo di quell’amore la pietra su cui fondare le nostre vite, allora saremo case, focolari dello Spirito, che non crolleranno come castelli di sabbia in balia delle onde. In ogni stagione della nostra vita, possiamo fare la volontà del Padre: essere portatori e testimoni della concretezza e solidità del suo amore amando concretamente.

 

  • Quando ho fatto esperienza dell’amore concreto del Padre?
  • Su cosa costruisco?
  • Quali parti della mia vita sono costruite sulla sabbia?

 

Rete Loyola

17/10 #FRANCHEZZA

FRANCHEZZA: concederci di svelare la nostra verità

 

Conoscere il cuore di Dio significa annunciare e rivelare in modo coerente, radicale e quanto mai concreto che Dio è amore, e solo amore, e che la paura, l’isolamento o la disperazione che possono tormentare l’anima umana sono prove che certamente non vengono da Dio. H. Nouwen

 

Lc 12, 8-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.

Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

 

Spesso ci succede di sapere quello che dobbiamo fare, di riconoscere il bene per noi e per gli altri; ma perché ci capita di non metterlo in pratica? cosa ci trattiene?

Paure, ferite, poca autostima, diversi ostacoli ci impediscono di accogliere l’amore di Dio, di lasciarci inondare da un Dio che ci è sempre vicino ma particolarmente quando siamo in difficoltà. Eppure il Signore si avvicina, ci parla, ci accarezza e noi, nonostante questo ostinati, rifiutiamo.

Ci viene sempre particolarmente difficile lasciarci amare più di quello che noi facciamo e possiamo. e Lui invece lo fa!

Ed allora possiamo chiedere una grande forza liberante, data da Dio, lo Spirito Santo che infonde in noi la libertà di accogliere il suo amore, la libertà di svelare e realizzare i desideri del nostro cuore. Questa sarà la nostra e la Sua felicità! Va bene e vai bene così!

come posso rileggere la mia giornata?

Schema per l’esame della coscienza o della custodia del cuore

 

  1. ENTRO: Mi rivolgo al Signore invocando lo Spirito Santo per cogliermi alla sua presenza.Mi posso aiutare con uno sguardo su un’immagine sacra a me cara, con un segno di croce, con una Parola di Dio che mi tocca particolarmente … Mi raccolgo nel cuore, per poter vedere tutta la mia persona davanti al Signore, con i suoi occhi.

  1. CHIEDO: la grazia di vedermi come Dio, mio Salvatore, mi vede, all’interno del mio grande senso della mia vita.

  1. RINGRAZIO e RICONOSCO: Ripercorro la giornata, dialogando con il Signore su tutto ciò che è accaduto (gli impegni, gli incontri, le parole, i gesti, i pensieri ed i sentimenti più significativi), raccontandogli soprattutto ciò che il cuore sente che non corrisponde a come Lui mi vede nel suo amore e che è stato vissuto nella chiusura verso di Lui e verso gli altri.

  1. RIPARTO: parlo con il Signore riguardo ad una realtà che accompagno in questo periodo con maggior attenzione spirituale: la grazia che chiedo, il punto debole di me su cui voglio lavorare in questo periodo

  1. OFFRO: Chiedo allo Spirito Santo di mantenermi nell’unione con il Signore, perché io continui a guardare me e gli altri con l’intelligenza del cuore.

18/12 Mt 1,18-24 STILE DI DIO

a cura dei Gesuiti Italiani

STILE di DIO: lo straordinario si fa ordinario,

per rendere l’ordinario … straordinario!

“non essere ristretti dallo spazio più grande, ma essere in grado di stare nello spazio più ristretto, questo è divino”! … dalla spiritualità ignaziana
 
Mt 1, 18-24
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
 
Dio interviene in prima persona nelle nostre giornate regalandosi se stesso a noi.
Non è più un Dio irraggiungibile come lo immaginiamo, bensì è un Dio straordinario che si mostra nell’ordinario dei nostri giorni, nel volto di un bambino simbolo di tutte le “cose piccole” che viviamo …
Egli rende “straordinario l’ordinario” ci mostra che la divinità, il massimo si realizza in un bambino, in un (secondo noi …) minimo!
È facile accogliere, custodire questa notizia? Sei pronto a coinvolgerti nella proposta che questo annuncio porta con sé? Dio si può rivelare nelle tua piccola (secondo te …) quotidianità, come l’annuncio di una nascita di un bambino?
Probabilmente no! Tante forze ti distolgono da questa speranza! Ma ci sono sicuramente qualche intuizioni, magari apparentemente più deboli, che ti spingono a crederci.
Segui questi pensieri, questi messaggi di Dio come ha fatto Giuseppe ed anche tu questo Natale potrai sperimentare un Dio più vicino a te di quello che pensi!

GET UP and WALK 31/05 CANTARE LA vita: mostrare se stessi o riconoscersi figli e fratelli?

VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
di P. Federico Pelicon, gesuita
Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio.  Francesco
 
Lc 1, 39-56
In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.  Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.  Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse:  «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
 
 
Elisabetta appena dichiara »Beata« Maria,  la fa scoppiare in un inno di lode: “L’anima mia magnifica il Signore…”. Sembra di vederla con le mani tese verso l’alto; guarda il cielo e scruta le profondità di Dio, e il suo canto si fa rivelazione di Dio per noi. Maria, cantando, ci parla di Dio,  ci educa al senso di Dio e si fa nostra voce nel lodare Dio.
Il Magnificat è un canto composto da quindici frasiundici hanno un verbo che ha come soggetto Dio e subito appare chi è Dio per Maria e insegna chi è Dio per noi: è il Signore, l’Onnipotente, il Santo, il Misericordioso, Colui che è fedele, il Salvatore. Sono tutte definizioni che ci fanno sentire Dio presente nella nostra storia. E’ il Dio della storia nella quale camminiamo o da altezzosi, stravolgendola, o come Maria umili, leggendone i segni della presenza misericordiosa di Dio. L’umiltà del Magnificat ci mette a servizio.
Qual è il mio canto del Magnificat?
 
Buona giornata!