22/1 – Dio è per noi o contro di noi?

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We can’t go on together with suspicious minds
and we can’t build our dreams on suspicious minds.

Mark James, Elvis Presley – Suspicious Minds

 

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

Mc 3,22-30

 

Che tipo di forza agisce in Gesù? Da dove gli viene il potere di scacciare il male dalle persone? Le sue intenzioni sono buone o sono malvagie? Ci sono dei “mali” che si annidano dentro di noi, sono dei mali forti, che prendono possesso della nostra casa e se ne vanno con fatica. Solo con la forza che ci dona il Signore della Vita possiamo liberarcene, solo il Creatore può darci vita lì dove noi ci sentiamo morti, dove ci sentiamo non amabili, sporchi, inetti e disprezzabili.

Ma che succede se il sospetto insinua dentro di me che anche il mio Amante-Salvatore in realtà non sta dalla mia parte ma ha secondi fini? Che voglia imbrogliarmi, che faccia sotto sotto il gioco del mio nemico? Questa è precisamente l’opera del tentatore fin dalle origini: ricordate il sospetto di Adamo ed Eva? Instillare nel cuore il sospetto che il Figlio dell’uomo non sia per noi, ma contro di noi: allora è veramente finita! Non c’è più nessuno che ci può aiutare. Siamo perdutamente soli, abbandonati, reietti, quindi siamo perdutamente dis-umani. Quindi il male non può che dilagare incontrastato ovunque (e questo è precisamente il piano di Beelzebùl) e dispiegarsi come forza distruttiva di tutto.

Ecco perché questo peccato non può essere perdonato, perché è il peccato “radicale” quello che mette in discussione tutta la missione di Gesù, mette in discussione la nostra capacità umana di riconoscere e di fidarci dell’amore (che ci fa del bene) e nello stesso tempo tutta la bontà della Creazione.

 

 

  • Che posto ha il “sospetto” nel mio modo di guardare le cose, le persone le situazioni? Sono più propenso a fidarmi o passo tutto al vaglio della mia sfiducia e della mia critica?
  • Mi fido di Gesù? Innanzitutto che ci sia, che sia Risorto e vivo? Che sia venuto per me, per prendersi cura di me e delle mie parti tenebrose, delle mie inconsistenze, delle mie “indecisioni croniche”?
  • Tra tutti i doni e le capacità che mi ritrovo, cosa sono disposto/a a mettere a disposizione degli altri con fiducia, senza sospetti e/o cinismi, per lasciare un piccolo (o forse grande) segno d’amore?

 

 

p. Andrea Piccolo SJ

20/12 – corri il rischio di esser felice!

 

annuciazione

Se sembra impossibile allora si può fare

Bebe Vio

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:
nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».
E l’angelo partì da lei.

Lc 1,26-38

Può capitare che persino una gioia imprevista ci lasci senza parole e smarriti. È quello che accade a Maria, che di fronte all’imprevisto rimane sbigottita e non si rende conto di quanto stia accadendo. I suoi piani stanno cambiando. Però non si sottrae, né si lascia sopraffare dalla novità che entra nella sua vita. Scopre così che l’impossibile attesa si realizza proprio in lei. A fidarsi di Dio non si sbaglia mai: l’unico rischio che si corre è quello di essere felici. Solo che bisogna accogliere la felicità, come può essere quella di una nuova nascita – e che nascita, quella del Figlio di Dio! – così come Dio la offre, perché solo il suo modo porta pienezza e realizza il desiderio più profondo di vita che mi porto dentro. E così è ancora Natale: la Parola di Dio, Gesù, nasce, si realizza, per vie inaspettate, ma che richiede il mio assenso, un cuore ben disposto.

  • So riconoscere e accettare gli imprevisti di Dio?
  • So aprirmi alla Parola e ai suoi modi, anche se non collimano con i miei?
  • Alla fine dell’anno: quali gioie inattese Dio mi ha fatto vivere? Le so riconoscere e dargli un nome?
p. Michele Papaluca SJ

7/12 – Uno scoglio può arginare il mare

casa sulla sabbia

Se ti fermi a pensarlo, l’amore muore. L’amore va agito.

p. N. Sunda SJ

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Mt 7,21.24-27

 

Come figli amati, siamo invitati a costruire le nostre vite su una pietra salda e ferma che ci dona quotidianamente il vigore di sostenere gli urti delle forze esterne: la certezza dell’amore del Padre per noi che è tangibile, agito e non fatto di grandi parole che si disperdono nell’aria.

Gesù ci ricorda che se faremo di quell’amore la pietra su cui fondare le nostre vite, allora saremo case, focolari dello Spirito, che non crolleranno come castelli di sabbia in balia delle onde. In ogni stagione della nostra vita, possiamo fare la volontà del Padre: essere portatori e testimoni della concretezza e solidità del suo amore amando concretamente.

 

  • Quando ho fatto esperienza dell’amore concreto del Padre?
  • Su cosa costruisco?
  • Quali parti della mia vita sono costruite sulla sabbia?

 

Rete Loyola

17/10 #FRANCHEZZA

FRANCHEZZA: concederci di svelare la nostra verità

 

Conoscere il cuore di Dio significa annunciare e rivelare in modo coerente, radicale e quanto mai concreto che Dio è amore, e solo amore, e che la paura, l’isolamento o la disperazione che possono tormentare l’anima umana sono prove che certamente non vengono da Dio. H. Nouwen

 

Lc 12, 8-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.

Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

 

Spesso ci succede di sapere quello che dobbiamo fare, di riconoscere il bene per noi e per gli altri; ma perché ci capita di non metterlo in pratica? cosa ci trattiene?

Paure, ferite, poca autostima, diversi ostacoli ci impediscono di accogliere l’amore di Dio, di lasciarci inondare da un Dio che ci è sempre vicino ma particolarmente quando siamo in difficoltà. Eppure il Signore si avvicina, ci parla, ci accarezza e noi, nonostante questo ostinati, rifiutiamo.

Ci viene sempre particolarmente difficile lasciarci amare più di quello che noi facciamo e possiamo. e Lui invece lo fa!

Ed allora possiamo chiedere una grande forza liberante, data da Dio, lo Spirito Santo che infonde in noi la libertà di accogliere il suo amore, la libertà di svelare e realizzare i desideri del nostro cuore. Questa sarà la nostra e la Sua felicità! Va bene e vai bene così!

come posso rileggere la mia giornata?

Schema per l’esame della coscienza o della custodia del cuore

 

  1. ENTRO: Mi rivolgo al Signore invocando lo Spirito Santo per cogliermi alla sua presenza.Mi posso aiutare con uno sguardo su un’immagine sacra a me cara, con un segno di croce, con una Parola di Dio che mi tocca particolarmente … Mi raccolgo nel cuore, per poter vedere tutta la mia persona davanti al Signore, con i suoi occhi.

  1. CHIEDO: la grazia di vedermi come Dio, mio Salvatore, mi vede, all’interno del mio grande senso della mia vita.

  1. RINGRAZIO e RICONOSCO: Ripercorro la giornata, dialogando con il Signore su tutto ciò che è accaduto (gli impegni, gli incontri, le parole, i gesti, i pensieri ed i sentimenti più significativi), raccontandogli soprattutto ciò che il cuore sente che non corrisponde a come Lui mi vede nel suo amore e che è stato vissuto nella chiusura verso di Lui e verso gli altri.

  1. RIPARTO: parlo con il Signore riguardo ad una realtà che accompagno in questo periodo con maggior attenzione spirituale: la grazia che chiedo, il punto debole di me su cui voglio lavorare in questo periodo

  1. OFFRO: Chiedo allo Spirito Santo di mantenermi nell’unione con il Signore, perché io continui a guardare me e gli altri con l’intelligenza del cuore.

18/12 Mt 1,18-24 STILE DI DIO

a cura dei Gesuiti Italiani

STILE di DIO: lo straordinario si fa ordinario,

per rendere l’ordinario … straordinario!

“non essere ristretti dallo spazio più grande, ma essere in grado di stare nello spazio più ristretto, questo è divino”! … dalla spiritualità ignaziana
 
Mt 1, 18-24
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
 
Dio interviene in prima persona nelle nostre giornate regalandosi se stesso a noi.
Non è più un Dio irraggiungibile come lo immaginiamo, bensì è un Dio straordinario che si mostra nell’ordinario dei nostri giorni, nel volto di un bambino simbolo di tutte le “cose piccole” che viviamo …
Egli rende “straordinario l’ordinario” ci mostra che la divinità, il massimo si realizza in un bambino, in un (secondo noi …) minimo!
È facile accogliere, custodire questa notizia? Sei pronto a coinvolgerti nella proposta che questo annuncio porta con sé? Dio si può rivelare nelle tua piccola (secondo te …) quotidianità, come l’annuncio di una nascita di un bambino?
Probabilmente no! Tante forze ti distolgono da questa speranza! Ma ci sono sicuramente qualche intuizioni, magari apparentemente più deboli, che ti spingono a crederci.
Segui questi pensieri, questi messaggi di Dio come ha fatto Giuseppe ed anche tu questo Natale potrai sperimentare un Dio più vicino a te di quello che pensi!

GET UP and WALK 31/05 CANTARE LA vita: mostrare se stessi o riconoscersi figli e fratelli?

VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
di P. Federico Pelicon, gesuita
Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio.  Francesco
 
Lc 1, 39-56
In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.  Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.  Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse:  «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
 
 
Elisabetta appena dichiara »Beata« Maria,  la fa scoppiare in un inno di lode: “L’anima mia magnifica il Signore…”. Sembra di vederla con le mani tese verso l’alto; guarda il cielo e scruta le profondità di Dio, e il suo canto si fa rivelazione di Dio per noi. Maria, cantando, ci parla di Dio,  ci educa al senso di Dio e si fa nostra voce nel lodare Dio.
Il Magnificat è un canto composto da quindici frasiundici hanno un verbo che ha come soggetto Dio e subito appare chi è Dio per Maria e insegna chi è Dio per noi: è il Signore, l’Onnipotente, il Santo, il Misericordioso, Colui che è fedele, il Salvatore. Sono tutte definizioni che ci fanno sentire Dio presente nella nostra storia. E’ il Dio della storia nella quale camminiamo o da altezzosi, stravolgendola, o come Maria umili, leggendone i segni della presenza misericordiosa di Dio. L’umiltà del Magnificat ci mette a servizio.
Qual è il mio canto del Magnificat?
 
Buona giornata!