11/1 – Sì, lo voglio!

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Tutto ciò che l’uomo desidera invano quaggiù, è perfetto e reale in Dio.

Simone Weil

Allora venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. 
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». 
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Mc 1,40-45

 

A volte mi domando se Dio desidera per me esattamente quello che sto chiedendo. Qui Gesù risponde: “Lo voglio!”. Col cuore aperto chiedo al Signore che sazi non solo i bisogni che la mia limitatezza di uomo avverte, ma anche e soprattutto quelli che lui conosce meglio di me. Che io sia sempre colmo di gratitudine per i suoi doni, che sono abbondanti anche quando mi sembra di non essere esaudito!

Sarò purificato: non solo guarito, bensì capace di uno sguardo nuovo sulla mia vita. E guardandomi indietro potrò scorgere delle novità nella mia storia. Allora riconoscerò tutte le grazie che ho chiesto e che mi sono state accordate.

Ancora una volta, nascerà una nuova narrazione della mia vita che diventa testimonianza. Perché l’incontro col Signore non può essere taciuto: torno nel mio quotidiano con una forza nuova – ed è con la vita e non con le sole parole che ora racconto l’ennesimo atto d’amore di un Dio che può tutto.

 

  • Quali sono le grazie che il Signore mi ha donato?
  • In quali occasioni la mia vita è diventata testimonianza?
  • In quali ambiti parlo soltanto, invece di testimoniare con la vita?

 

Rete Loyola

14/12 – “Ti ho creato e formato e anche compiuto”

Se vuoi conoscere il tuo passato, sapere che cosa ti ha causato, allora osservati nel presente, che è l’effetto del passato. Se vuoi conoscere il tuo futuro, sapere che cosa ti porterà, allora osservati nel presente, che è la causa del futuro.

Siddharta,  Hermann Hesse

 

In quel tempo Gesù disse alla folla: «In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.

La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni.

E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire.

Chi ha orecchi intenda»

Mt 11,11-15

 

Tutta la nostra personale storia annuncia quello che siamo oggi, pregi e difetti, talenti e limiti, ma voler rileggere la storia dal principio, cogliendo l’annuncio di quello che oggi siamo, rischia di far paura. Se invece proviamo ad accettare la gratuità del passato con amore per l’avvenire, ci troviamo  a confrontarci con un significato profondo che supera la contingenza della nostra quotidianità, che mette alla prova: molto più semplice fingere di non intendere cosa sia il regno dei cieli e continuare a domandare quando verrà.

La buona notizia, ricevuta e annunciata, apre lo sguardo: per quanto piccini, tutti facciamo parte della verità e tutti ne siamo portatori nella bellezza, grandezza e gratuità di quello che siamo: degni di essere amati, chiamati per nome e compiuti come irripetibili e autentiche meraviglie.

 

  • Con che occhi scelgo oggi di guardare alla mia storia?
  • Cosa mi spaventa, nel rileggerla?
  • In cosa mi riconosco portatore della bellezza della buona notizia?
Rete Loyola

 

26/11 #AVVENTO

AVVENTO: viene e cammina con noi

in una storia da costruire insieme

Non disperarti, pensando di non poter cambiare te stesso dopo tanti anni. 
Entra semplicemente come sei alla presenza di Gesù. Tu non puoi renderti diverso. 
Gesù viene a darti un cuore nuovo, uno spirito nuovo, una nuova mente e un nuovo corpo. 
Lasciati trasformare dal suo Amore solo così sarai capace di ricevere il suo affetto nell’interezza del tuo essere. H. Nouwen
Lc 21, 20-28 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».  

Tre sono le sue venute: quella passata, quella presente e quella finale.
A noi “stranamente” preme soprattutto quest’ultima. il Signore ci ricorda che essa si realizza innanzitutto nel presente, vivendo qui e ora la sua stessa storia.
Tendiamo a guardare al futuro, realtà misteriosa che sentiamo di dover affrontare da soli, in particolar in questi giorni di crisi…
… Ed invece siamo invitati a gustare l’avvento di  Dio ora: viene accanto a noi e sceglie di camminare assieme a noi in una storia che possiamo costruire con Lui e con gli altri.
Noi lo attendiamo e Lui viene qui ed ora .. e camminiamo con Lui!